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Parmenide di Elea
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26-10-2009, 08:37 PM
Messaggio: #1
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Parmenide di Elea
Vorrei iniziare da Parmenide di Elea perchè è lui il vero primo filosofo in quanto ne enuncia esplicitamente il concetto. Per Parmenide l'essere è e non è possibile che non sia infatti qualcosa che è si può pensare e dire ma qualcosa che non è non si può nè pensare nè dire. Nel frammento che ci è pervenuto Parmenide effettua un proemio ovvero un viaggio su un carro trainato da alcune cavalle, carro che va velocissimo tant'è che i mozzi sui quali girano le ruote son sul punto di emettere dele scintille per la grande velocità con questa metafora Parmenide vuole dirci che la Filosofia accellera notevolmente la vita, con il suo carro percorre la via del bene una delle tre vie esistenti insieme a quella dell'errore: impraticabile e quella della menzogna che afferma il divenire. La verità gli viene mostrata e gli vien detto che arriverà lui stesso a capirla e non la dovrà "predicare" solo perchè gli è stata imposta. Parmenide fa uso della filosofia anche per motivi politici nella sua città (per questo sarà stimato dagli abitanti), a Elea infatti vi era una situazione di instabilità a causa dei tre gruppi presenti: i Greci, i misti e gli stranieri. Attraverso la verità lui giunge ad eliminare eventuali sentimenti che avrebbero potuto turbare il suo stato e identifica l'essere come una sfera (la figura perfetta secondo Parmenide infatti tutti i punti sono equidistanti dal centro e l'energia sulla circonferenza preme tutta nella stessa quantità) che ha un limite (perchè se non avesse un limite sarebbe incompleta) e tenuta dalla legge della giustizia, voi come è capitato a me potreste dimostrare che l'essere non è dicendo: se si può pensare è, la legge della giustizia si può pensare =>(implica che) la giustizia è, la giustizia è fuori la sfera => una cosa che è è al di fuori della sfera, ma la sfera è l'essere e l'essere non può essere se non ha tutto (in questo caso la dea della giustizia) in altre parole l'essere non è perchè non si può mantenere fermo da solo infatti l'essere NON PUO' necessitare di altre cose altrimenti non sarebbe l'essere. La risposta a questa ipotesi, almeno secondo il mio Professore di Filosofia, è che la dea della giustizia è solo una figura narrativa e che la legge che tiene ferma la sfera è presente nell'essere all'interno della sfera. L'essere è secondo Parmenide uno, immobile, indivisibile, immutabile. L'essere è sempre esistito e a questo si può giungere tramite una dimostrazione per assurdo: se l'essere si fosse generato dall'essere non si sarebbe generato lì perchè già sarebbe già esistito se invece si fosse generato dal non essere non sarebbe essere perchè l'essere non può generarsi dal nulla. Questa è la prima via. La seconda vià è la via dell'errore la via impraticabile ed è quella dell'affermazione del non essere. Secondo Parmenide non si può pensare al non essere infatti una cosa che non esiste non può essere pensata e/o detta equivarrebbe ad annullare il pensiero. Dopo questa via, la via delle tenebre, vi è un'ultima via che può essere sotto certi punti di vista paragonata alla via delle tenebre (la via dell'errore) la via che percorrono i mortali mescolando l'essere con il non essere. Questa è la via del divenire ovvero delle mutazioni. Su questa via si basa ad esempio il pensiero di Eraclito (l'unità degli opposti). Purtroppo non è possibile stabilire con precisione come Parmenide abbia inteso questa via infatti solo brevi frammenti sulla terza via ci sono pervenuti.
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